Il laser a diodi, entrato in odontoiatria a ridosso degli anni 2000, ha permesso di far avvicinare a queste nuove tecniche un numero sempre maggiore di odontoiatri. La relativa semplicità della tecnologia a semiconduttori ha consentito un notevole contenimento dei costi, una riduzione sensibile delle dimensioni e della manutenzione ed inoltre, una eterogeneità di trattamenti che permettono un utilizzo costante e continuo si nello specifico ma soprattutto nel quotidiano.

Le applicazioni del laser a diodi in campo odontoiatrico prevedono il suo impiego sui tessuti molli. Notevoli sono le capacità di taglio, ottima è l’emostasi senza l’utilizzo di suture, senza rischio di sovrainfezioni e con una migliore compliance per il paziente, soprattutto nel postoperatorio. Tutti i trattamenti, da quello della vaporizzazione del tessuto di granulazione nelle tasche parodontali, alla sterilizzazione dei canali infetti in endodonzia, al trattamento di monconi e colletti sensibili, così come la piccola chirurgia orale per la escissione o vaporizzazione di lesioni epiteliali benigne, si eseguono praticamente senza anestesia per infiltrazione con indubbi benefici in termini di comfort per il paziente e maggiore tranquillità per l’operatore

In endodonzia (devitalizzazioni dentali), grazie alla flessibilità della fibra ottica, i canali infetti vengono trattati in minor tempo e con maggiore efficacia favorendo la guarigione di lesioni periapicali in tempi assai più brevi rispetto ai trattamenti convenzionali e riducendo la possibilità di recidive ed insuccessi.

Nel trattamento della malattia parodontale l’effetto di biostimolazione del tessuto infiammatorio permette una guarigione assai più rapida e migliore: il laser scompagina i depositi di tartaro sopra e sotto gengivali ed elimina i batteri arrestando l’infezione parodontale.

Molto utile risulta l’uso di questo laser per ridurre l’ipersensibilita dentinale di colletti e monconi vitali senza effetti dannosi per la polpa dentaria. Una vera e propria cristallizzazione dei tubuli dentinali permette di rispondere in maniera efficace a questa patologia difficilmente curabile con terapie tradizionali.

Nella piccola chirurgia orale il laser è utilizzato per gengivectomie,  gengivoplastiche, vestiboloplastiche, frenulectomie ed allungamenti di corona clinica. Il laser a diodi ha una particolare efficacia nel trattamento delle afte ulcerose, delle cheiliti angolari e dell’herpes labialis, con un immediato sollievo, soprattutto grazie ad un’azione meno aggressiva e ad un effetto battericida che è la prerogativa nell’uso di questa tecnologia. Nel trattamento delle perimplantiti di natura batterica, così come nella seconda fase chirurgica di scopertura dell’impianto, il laser ha un effetto di decontaminazione batterica e di biostimolazione che garantisce un risultato impareggiabile senza alcuna modificazione dell’impianto e senza alcun danno termico alle strutture circostanti.

E’ possibile anche effettuare il trattamento cosmetico di sbiancamento dei denti vitali e non vitali, attraverso l’ausilio di prodotti sbiancanti a base di perossidi, studiati appositamente per essere combinati con le sorgenti laser. Questa tipologia di sbiancamento ha come vantaggio una minore sensibilità dentale post-trattamento rispetto alle normali lampade provocando un minor riscaldamento della polpa dentaria anche grazie alla più rapida attivazione del perossido.

Ma non solo ….

Il laser a diodi, oltre all’impiego chirurgico e odontoiatrico, è idoneo per altre applicazioni che richiedono una potenza applicata non particolarmente elevata: laserterapia e terapia antalgica; antiaging e ringiovanimento tissutale del volto; rimozione di angiomi cutanei; rimozione di piccoli capillari del volto; rimozione di verruche, cheratosi, fibromi e condilomi . Questi ultimi trattamenti risultano entrare, come si può facilmente evincere, nelle competenze specifiche della medicina estetica, favorendo ancora di più l’avvicinamento di quest’ultima all’odontoiatria.